Recupero riuscito per Terry

Terry, la canina dispersa nel bosco, salvata grazie a un drone termico

Intrappolata tra i rovi, è stata liberata dai soccorritori che hanno operato con attenzione e prudenza

Terry, la canina dispersa nel bosco, salvata grazie a un drone termico

La giornata di domenica 1 marzo a Massa ha visto una delle operazioni di ricerca e soccorso animale più intricate degli ultimi anni. Terry, una canina di 8 anni ospite del canile/rifugio, si era dispersa in un’area boschiva estremamente difficile da attraversare.

Ad allertare le autorità sono stati i volontari della Lega Nazionale per la Difesa del Cane, sezione Apuania Massa Carrara, dopo che la canina aveva fatto perdere le sue tracce nella mattinata. L’area montuosa alle spalle del rifugio è caratterizzata da vegetazione fitta, rovi, pendenze accentuate e dirupi, evidenziando il rischio per la sopravvivenza dell’animale.

Sul posto sono intervenuti numerosi volontari del rifugio, insieme ai ricercatori professionisti Marco Zeni e Cristiano Giannessi. Dopo un’accurata analisi delle mappe e del territorio, è stata avviata la ricerca con un drone dotato di termocamera.

La perlustrazione aerea è continuata per diverse ore, permettendo di esplorare un’area vasta e complessa, ulteriormente ostacolata dalla presenza di alberi ad alto fusto e chiome dense.

Nel tardo pomeriggio, grazie al segnale termico del drone, Terry è stata individuata: si trovava intrappolata tra i rovi, probabilmente in seguito a una caduta lungo il versante della montagna.

Immediatamente sono state attivate squadre miste di volontari e professionisti. Tuttavia, l’arrivo del buio e l’impossibilità di raggiungere l’animale in sicurezza a causa della pendenza e della vegetazione hanno costretto a sospendere le operazioni, rinviandole alla mattina successiva.

Il giorno seguente, una squadra adeguatamente equipaggiata ha creato un varco dal rifugio fino al punto di localizzazione, lavorando costantemente guidata dal drone termico che monitorava dall’alto ogni movimento di Terry. La canina, spaventata, reagiva ai rumori con piccoli spostamenti, aumentando il rischio di caduta. Tuttavia, grazie a un intervento estremamente cauto e coordinato, i soccorritori sono riusciti a raggiungerla e a metterla in sicurezza.

Il recupero si è concluso con una lenta e faticosa discesa verso il rifugio, dove Terry ha potuto finalmente tornare nel suo box, riunendosi agli altri cani.

Questa operazione ha richiesto competenza tecnica, pazienza e profondo rispetto per l’animale, dimostrando quanto la collaborazione tra professionisti e volontari possa fare la differenza nel soccorso animale. L’uso della tecnologia, se impiegata con metodo e esperienza, diventa uno strumento fondamentale per salvare vite.

“Siamo molto soddisfatti dell’esito dell’intervento”, affermano Cristiano Giannessi e Marco Zeni, “perché questa è stata, senza dubbio, una delle operazioni di ricerca e soccorso animale più complesse che abbiamo affrontato negli ultimi anni. Il contesto era critico: vegetazione fittissima, pendenze ripide, dirupi e un animale visibilmente spaventato, con un margine di errore praticamente nullo.”

“Interventi come questo dimostrano quanto sia fondamentale unire tecnologia, esperienza sul campo e lavoro di squadra. Il drone termico ci ha permesso di individuare la canina in una zona inaccessibile a occhio nudo, ma senza il coordinamento dei volontari e un approccio estremamente cauto non sarebbe stato possibile completare il recupero in sicurezza.”