Una comunità in lutto

Omicidio Bongiorni, 17enne interrogato. Difesa richiede arresti domiciliari

Giacomo Bongiorni è stato ucciso la notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile nel centro di Massa. Colpito davanti al figlio di 11 anni.

Omicidio Bongiorni, 17enne interrogato. Difesa richiede arresti domiciliari

Giovedì mattina a Genova si è svolto l’interrogatorio di garanzia del 17enne, accusato dell’omicidio di Giacomo Bongiorni e con un trascorso da pugile. Insieme a lui, sono coinvolti altri 4 indagati, tra cui due minorenni (già agli arresti domiciliari) e due maggiorenni di 19 e 23 anni per cui il giudice ha richiesto la convalida del fermo.

Giacomo Bongiorni è stato ucciso la notte tra sabato 11 e domenica 12 aprile nel centro di Massa. La dinamica esatta dell’evento è ancora da chiarire, ma l’accusa sostiene che Bongiorni sia morto a seguito di un pestaggio di gruppo. I risultati preliminari dell’autopsia indicano una emorragia cerebrale molto estesa, compatibile con i colpi ricevuti e la caduta sull’asfalto. Rimane da accertare quale sia stato il colpo letale. I cinque indagati rispondono all’accusa di omicidio volontario.

Il 17enne ex pugile

Il 17enne con il passato da pugile è attualmente detenuto nel carcere minorile di Genova. Secondo l’accusa, sarebbe lui ad aver inferto il colpo mortale, anche se tale affermazione è ancora da provare.

Durante l’udienza di convalida del fermo, la difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare, ma il giudice si è ritirato per decidere, mantenendo per ora la custodia in carcere.

I due maggiorenni interrogati mercoledì, di 23 e 19 anni, rimangono anch’essi in carcere. Per tutti e cinque gli indagati l’accusa resta quella di omicidio volontario. Tuttavia, dalle dichiarazioni emerge una ricostruzione che potrebbe modificare, almeno in parte, l’impianto accusatorio.

Secondo la difesa di Eduard Caratasu, la situazione iniziale sarebbe stata meno tesa di quanto descritto: una bottiglia rotta, la richiesta di raccogliere i vetri e un apparente ritorno alla calma.

Successivamente, si sarebbe verificato un nuovo confronto.

L’indagato sostiene che Bongiorni sarebbe riavvicinato e colpito per primo, sferrando una testata a uno dei ragazzi, da cui sarebbe scaturita una reazione violenta, ma non finalizzata ad uccidere.

Questa versione potrebbe essere confermata o smentita grazie ai video. L’analisi dei fotogrammi rappresenta un passaggio cruciale. Gli investigatori stanno esaminando la sequenza dei colpi visibili nelle immagini in relazione ai risultati dell’autopsia, che ha evidenziato lesioni fatali alla testa dovute a impatti violenti. Il confronto tra questi elementi influenzerà la strategia accusatoria.